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ThanksDinner 2009 – Una Storia

È passato quasi un anno ormai dalla precedente edizione di ThanksDinner e la voglia di fare del bene è ancora molto viva dentro di noi. Mancano poco più di due mesi alla seconda ThanksDinner e noi vogliamo incominciare il nostro cammino verso questo meraviglioso evento ricordando quella sera di dieci mesi fa attraverso le parole di Walter Carasso, un nostro caro amico e collega, che ha partecipato e ci ha gentilmente offerto il proprio resoconto della serata.

“C’è un tempo per dare e uno per ricevere. Come ci sono occasioni per ricordare e ringraziare, l’abbondanza, la prosperità, la fortuna di stare meglio. Perché come dice Suor Teresa: “Di poveri ce ne sono sempre, basta passare in via Nizza a Torino per rendersi conto che non sono affatto una categoria in estinzione, tutt’altro, negli ultimi due anni sono aumentate in modo considerevole le file di coloro che attendono per ore il loro turno per guadagnarsi due panini”. E allora benvenuto Giorno del Ringraziamento, da oltre quattrocento anni una delle giornate più importanti e sentite dagli americani che cade ogni quarto giovedì di novembre.

Nell’epoca attuale, grazie anche al fenomeno della globalizzazione, come suggerisce Marco Boglione: “È normale e anche bello che culture radicate in altri Paesi possano attraversare gli oceani e diventare un momento cui dare un significato”. Ecco quindi materializzarsi il desiderio di Daniel: unire intorno a sé una grande famiglia e prendersi un momento per ringraziare, aprendo gli occhi sul proprio benessere e confrontarlo con chi, nello stesso tempo vive in povertà e tira avanti con l’opera missionaria dei Servizi Vincenziani. In meno di due mesi è nato così il Thanksgiving Day italiano per il quale è stato istituito il premio “Cornucopia”, realizzato per l’occasione da Giugiaro e che come ci suggerisce Fabrizio Giugiaro: “Vuole rappresentare la creatività, l’estro e l’eccellenza”. Il primo a meritare questo premio è Alessandro Del Piero, a consegnarlo due padrini dal cuore bianconero: Marco Boglione e Marco Durante. Proprio le parole di quest’ultimo sottolineano le ragioni della scelta del  “Capitano”: “Alessandro Del Piero è sicuramente una persona a cui l’abbondanza è arrivata, ma che non hai mai dimenticato l’importanza di vivere con semplicità e disponibilità verso gli altri, dimostrando di essere un esempio per tanti giovani anche quando i riflettori sono spenti; questo ne fa un uomo completo, un campione, una persona degna di un premio dall’elevato valore simbolico”. E Alessandro Del Piero non si è tirato indietro a questo invito rispondendo presente e trascorrendo con la moglie Sonia l’intera serata per poi salire sul palco per dare il suo contributo con parole autentiche: “Ringrazio per le belle parole a me rivolte. Credo che questo premio voglia sottolineare determinati valori e che questa serata ci porti a considerare la grandezza delle persone per ciò che fanno e che riescono a trasmettere di positivo nella vita. Quindi il mio pensiero lo rivolgo a Suor Teresa, senza retorica, lei rappresenta concretamente più di me e di tutti noi presenti stasera, la vera grandezza e il senso della generosità. Quando ero piccolo i grandi campioni rappresentavano per me un riferimento, un faro, quindi ora che so di essere per molti giovani una speranza di successo avverto la responsabilità del mio ruolo. Tutti coloro che hanno per merito del proprio lavoro una visibilità pubblica straordinaria, gli compete anche l’obbligo di dare un esempio positivo che sappia trasmettere i giusti valori e che tenda come questo premio, verso l’eccellenza”. Questi sono i momenti più intensi di una serata dal sapore diverso i cui ospiti stessi sembravano appartenere ad unica grande famiglia, capaci di ammutolirsi all’unisono al momento dell’Ave Maria  cantata dalla voce del soprana Chiara Taigi e accompagnata al piano da Miwa Gofuku; di fare il tifo per i due ospiti che si contendevano l’asta per aggiudicarsi la maglia di Alessandro Del Piero e particolarmente munifici nei riguardi delle volontarie dei servizi vincenziani che passavano di tavolo in tavolo distribuendo biglietti della lotteria di beneficenza. Momenti belli per la serenità e l’atmosfera che li ha accompagnati. Grazie a Daniel e Virginia, candidi interpreti e conduttori della serata che hanno saputo inserirsi con tempismo nelle pause delle portate previste dal menù di Marc Lanteri. Lo chef del Baluardo ha segretamente svelato che nonostante la moglie Emy sia americana (anche lei come Daniel del Colorado) era la prima volta che si trovava davanti un tacchino da riempire; abituato ad altre magie in cucina possiamo capirlo. Ma è qui che se uno è bravo lo si vede e Marc è stato all’altezza della serata. Altra menzione d’onore la merita il Torino Jazz Club che ha portato nella sala Carpano di Eataly un eccellente trio jazz capitanato da Fulvio Albano, bravi nel farsi sentire senza mai coprire la sala e puntuali a guadagnarsi gli applausi per ogni pezzo presentato. Ma senza Eataly e altri sponsor difficilmente si sarebbe giunti all’esordio di questo appuntamento che si vorrebbe replicare ogni anno, quindi un grazie è doveroso rivolgerlo a loro elencandone i nomi: ristorante Il Balurado di Mondovì, La Presse, K-WAY, Pfatisch dal 1915, Alessandro Martorana, Ghigo Argenti, Consorzio di tutela Alta Langa metodo classico, Agrigelateria San Pé, Consorzio Asti Doc, T18, Acqua Tynant, Isabella della Croce, Sirgole Nocipecan. Tutti uniti per mantenere fede a una promessa… dare più soldi possibili alle suore dell’istituto Santa Croce. Per un primo evento, pensato e realizzato in soli due mesi è sicuramente un successo. Speriamo che le preghiere delle suore Vincenziane permettano a Daniel e Virginia di ripetersi ancora… magari da marito e moglie.

Thanks!”

Grazie infinite a te, caro Walter!

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